Sicurezza sul lavoro, vigilano Inail e Asp

PALERMO – L’assessorato della Salute ha emesso le nuove linee guida per la verifica delle attrezzature di lavoro. Si parte dal decreto legislativo n. 81 del 2008, che tratta della tutela e della sicurezza sul posto di lavoro, e per questo la Regione si è adeguata pubblicando le proprie linee guida. Si parla di scale aeree, ponti mobili e sospesi, idroestrattori, apparecchi di sollevamento materiali, attrezzature contenenti fluidi, generatori di vapore, generatori di calore, tubature di gas, vapori e fluidi… Componenti che periodicamente vanno controllate, annualmente o anche ogni dieci anni.

C’è anche un giro d’affari che ruota attorno a queste verifiche obbligatorie – si tratta, come recita l’art. 71 del dlgs 81/08, di verifiche “onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro” – e per questo la Regione deve regolarle. Per legge, è l’Inail (Istituto nazionale infortuni sul lavoro) che ha il compito di verificare le attrezzature entro sessanta giorni dalla richiesta del datore di lavoro, quando si tratta dalla prima verifica, mentre sono le Asp (Aziende sanitarie provinciali) che provvedono ai successivi controlli, entro trenta giorni dalla richiesta del datore di lavoro. Nel caso in cui né l’Inail né l’Asp possano occuparsi direttamente della verifica, e quindi il datore di lavoro non riceva alcuna risposta entro rispettivamente 60 e 30 giorni, potrà essere contattato direttamente un soggetto abilitato.

E per le aziende sanitarie è anche un buon introito, visto che il 15 per cento della quota incassata va “all’attività di controllo dell’operato dei soggetti abilitati, all’attività amministrativa, di controllo, di monitoraggio, di costituzione, di gestione e di mantenimento della banca dati informatizzata” (art. 3 del dm 11 aprile 2011). Il nuovo decreto firmato da Massimo Russo include anche “il potenziamento strutturale e organizzativo dei servizi di impiantistica ed antinfortunistica (Sia), lo sviluppo del sistema informativo e la formazione del personale”. Ma il soggetto dev’essere stato inviato dall’Inail o dall’Asp; se invece il datore di lavoro è costretto a rivolgersi direttamente a chi effettua la verifica, è solo il 5 per cento del compenso che viene incamerato dalle aziende sanitarie.

L’85 per cento degli incassi, quindi, va assegnato al soggetto abilitato che ha effettuato la verifica. Proprio per questo, un gruppo di lavoro del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) ha istituito gli elenchi dei soggetti pubblici e privati abilitati, a cui possono riferirsi Inail, Asp e anche i datori di lavoro, decorsi i 60 e 30 giorni senza risposta. Per poter essere inseriti tra i soggetti abilitati, va presentata richiesta al dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute. L’elenco sarà poi pubblicato sul sito ufficiale dell’assessorato.

Rimangono infine invariate le linee guida su ascensori, montacarichi, impianti di terra e di protezione, attrezzature in pressione e impianti di riscaldamento.

Le competenze delle Asp

Il decreto prevede anche alcuni obblighi per le Asp. Le aziende sanitarie devono attrezzarsi per poter immagazzinare in un sistema informatizzato per la raccolta e l’invio dei dati. Dal Dasoe e dalle linee guida del decreto sono contenute le indicazioni su come dovrà essere organizzato il sistema.

Inoltre, entro sei mesi (quindi entro fine anno) bisognerà adeguare la dotazione organica dei servizi di impiantistica e antinfortunistica secondo la circolare dell’assessorato n. 1274 del 4 agosto 2010. Le “Linee di indirizzo per la dotazione organica dell’area dipartimentale ‘Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro’ del dipartimento di prevenzione delle AA.SS.PP.” notavano come la Sicilia, rispetto ad altre regioni, avesse un numero di personale – medici, ingegneri, tecnici e amministrativi – inferiore nel campo dei Servizi prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) e Servizi impiantistico-antinfortunistico (Sia).

Ogni Asp ha la competenza sulla propria provincia (eccetto Catania – che si occupa anche di Enna –, Palermo – di Trapani – e Siracusa – di Ragusa); per le attrezzature a pressione, gli insiemi e gli impianti di riscaldamento, invece, è tutto centralizzato nelle competenze delle Asp di Catania e Palermo.

PALERMO – Il decreto è corredato da uno schema abbastanza articolato su quale sia la trafila per la verifica delle attrezzature da parte dell’Asp.
Richiesta del datore di lavoro. La richiesta parte dal datore di lavoro, che indica anche un soggetto abilitato nel caso di mancata risposta dall’Asp.
Verifica. L’Asp può effettuare la verifica in proprio, registrarla e comporre la base dati da inviare all’Inail. Altrimenti, delega un soggetto abilitato che compie l’azione e aggiorna il registro informatizzato. Nel caso in cui passano i 30 giorni senza risposta, viene affidato direttamente l’incarico dal datore di lavoro al soggetto abilitato.
Spese.  In ogni caso, il soggetto abilitato deve corrispondere il 15 per cento della tariffa all’Asp, che a sua volta effettua i controlli sulle verifiche e fa eventuali segnalazioni al ministero del Lavoro.
Comunicazioni annuali. Annualmente, inoltre, invia all’Inail i dati dell’attività di verifica e l’Istituto li elabora in una relazione da inviare al ministero.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 3

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