Cala il sipario sulla tv analogica arriva il momento del digitale

PALERMO – Il 4 luglio 2012 segnerà la fine della televisione analogica e il passaggio definitivo alla televisione digitale terrestre in tutta Italia. La Sicilia è una delle ultime regioni ad allinearsi al nuovo standard, quattro anni dopo la Sardegna; il capoluogo regionale addirittura quattro giorni dopo il 30 giugno, termine ultimo a livello nazionale.

Il passaggio è tutt’altro che indolore per le famiglie siciliane, che sin dall’annuncio dello switch off (letteralmente, lo “spegnimento”) hanno iniziato una spesa che comprende decoder, televisori e antenne che si potessero adattare al nuovo metodo di trasmissione. Secondo stime di Rai Way, la spesa media per ogni famiglia per il passaggio al digitale terrestre si aggira intorno ai 300 euro. Proprio per questo, anche gli operatori del settore sono stati formati e a Ragusa si è proceduto alla tutela dei consumatori. “Ci siamo impegnati – ha affermato il responsabile provinciale dell’Unione Cna Installazione e impianti, Vittorio Schininà – a definire un codice etico che consenta agli utenti la fruizione ottimale del servizio, sia sotto il profilo economico che tecnico. Gli aderenti all’iniziativa apporranno sulla ricevuta fiscale la dicitura ‘Progetto digitale terrestre’, a garanzia del rispetto del protocollo d’intesa, del codice etico e del servizio di base”.

I dolori, oltre che ai telespettatori, sono estesi anche ad alcune emittenti locali, che non potranno effettuare il passaggio alla tv digitale e quindi sono destinate a scomparire. Tra queste, anche TeleJato, l’emittente famosa per il suo impegno antimafia (e per le intimidazioni ricevute). “Le cosidette onlus – ha spiegato il direttore Pino Maniaci a radiobici.it –, le televisioni che non fanno affari, con bilancio a zero, devono chiudere. Per loro non è previsto il passaggio. In Italia non chiude solo Telejato, ma circa 200 emittenti”.

Questo è il calendario dello switch off reso noto dal Comitato siciliano per le comunicazioni (Corecom): 11 e 12 giugno isole di Ustica, Pantelleria, Linosa e Lampedusa; 15 giugno Messina e costa ionica della provincia, isole Eolie; 19 giugno Catania, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e parte delle province; 20 giugno Capo Passero e parte delle province di Ragusa e Siracusa; 21 e 22 giugno Agrigento e provincia, parte delle province di Caltanissetta, Palermo e Trapani; 2 luglio Trapani e provincia, isole Egadi e parte della provincia di Palermo; 3 luglio parte tirrenica provincia di Messina e parte provincia Enna e Catania; 4 luglio Palermo e parte della provincia.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 5

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