“Politicanti, la festa è finita niente risorse per il clientelismo”

ROMA – Si è parlato dei temi caldi dell’attualità a SkyTg24 Mattina, che ieri ha avuto come ospite il direttore del QdS Carlo Alberto Tregua. Incalzato da Roberto Inciocchi, il direttore ha anche presentato il suo ultimo libro, “Politicanti la festa è finita andate in pace”. 

“Si parla di uguaglianza dei lavoratori – è il commento di Tregua alle parole del ministro Fornero, che vorrebbe estendere ai dipendenti pubblici la possibilità di essere licenziati –: il principio della Fornero è ovvio, persino banale. I dipendenti in esubero dovrebbero essere messi in disponibilità, con lo stipendio ridotto all’80 per cento, come nel privato”.

Scorrono le immagini del premier Mario Monti e si passa a trattare la questione dei fondi per i giovani: “Non sono nuove risorse – ha affermato il direttore –: si vogliono usare fondi europei che non sono stati impiegati dal sistema politico. È necessario far funzionare lo Stato e utilizzarli tutti”.

Altro argomento di grande attualità è il cambio al vertice di Confindustria, con Giorgio Squinzi che ha sostituito Emma Marcegaglia.: “I dipendenti e i politici devono servire i cittadini – ha puntualizzato Tregua a SkyTg24, sul solco delle parole del nuovo presidente –. Se la macchina pubblica non funziona, qualsiasi iniziativa si scontra sugli scogli della burocrazia”.

È dedicato uno spazio anche alla notizia del dimezzamento dei finanziamenti ai partiti e il riferimento al volume recentemente pubblicato, “Politicanti la festa è finita andate in pace”, è d’obbligo: “Perché la festa è finita? Ora ci sono l’europlus e il fiscal compact: due camicie di forza per i conti degli Stati dell’Unione europea. Quegli Stati che non hanno i conti in ordine si devono preoccupare e i politicanti non hanno più le risorse per il clientelismo. La festa è finita perché la cultura del favore sta cessando per la fine delle risorse finanziarie. L’aver dimezzato i finanziamenti è non aver fatto niente: bisogna solo rimborsare le spese effettivamente sostenute”.

L’ultima domanda di Inciocchi riguarda Napolitano a Corleone: “È giusta la presenza alla commemorazione – ha concluso il direttore del QdS – ma ricordiamoci che nella lotta alla mafia i beni sequestrati devono essere convertiti in fretta in confiscati e rientrare subito nel mercato”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 2

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