“Maestri del lavoro”, premio al merito

PALERMO – “Nonostante il Politeama sia un teatro nel degrado, chi vi lavora lo nobilita e continua a far cultura. È una metafora di chi celebriamo oggi, simbolo di una Sicilia crogiolo di cultura, che lavora nonostante le difficoltà”. Le parole dell’assessore regionale dell’Economia Gaetano Armao sono rivolte ai 58 siciliani insigniti dell’onorificenza di “maestro del lavoro”, riuniti a Palermo per ricevere la stella al merito in occasione della festa del 1° maggio.

La cerimonia è stata presieduta dal prefetto Umberto Postiglione, accompagnato dall’assessore, da Vincenzo Farina della Federazione di categoria e dal cavaliere del lavoro Guido Filosto. I quattro relatori hanno presentato la giornata mettendo l’accento sul problema della mancanza di lavoro, soprattutto in Sicilia, e sull’importanza della legalità.

Nell’intervento conclusivo, il prefetto ha quindi auspicato che la società possa dare a tutti l’opportunità di lavorare come hanno potuto fare i nuovi “maestri”, ovvero: Agrillo, Amoroso, Barbera, Bellini, Beninati, Bonanno, Brugnone, Brunetta, Cagnina, Caronna, Casanova, Catanzaro, Chiello, Conti, D’Amico, Danese, Davì, Di Marco, Di Maura, Fantaci, Galeano, Geraci, Giacomazzo, Guzzetta, Impresario, Italiano, Lucente, Marcianti, Marina, Micalef, Mineo, Morello, Nigido, Pagano, Pepe, Pipitone, Porrovecchio, Probo, Puglisi, Quartarone, Raineri, Rapisarda, Rubino, Santoro, F. Saviotto, O. Saviotto, Scalia, Scrudato, Sitra, Ternullo, Testaì, Urbano, Vella, Verderame, Vincenti, Vincenzini, Vultaggio, Zaffuto.

Il prefetto Postiglione: “A tutti le opportunità che hanno avuto i nuovi maestri del lavoro”

PALERMO – Le occasioni vanno cercate e colte, ma con la competenza: è questo il messaggio che traspare dalle parole di Umberto Postiglione, prefetto di Palermo, intervenuto alla cerimonia di conferimento delle stelle al merito del lavoro al teatro Politeama.

“Per una sorta di individualismo – ha detto alla platea il prefetto campano –, non riusciamo a guardare oltre al presente e a cogliere le occasioni che ci si presentano. Bisogna aprirsi ai mercati emergenti, siano essi asiatici, sudamericani o africani. I turisti cinesi al momento sono 100 milioni e il posto che visitano di più è la casa di Karl Marx. L’Italia non riesce ad attrarli, bisognerebbe orientare il turismo verso il loro bisogni, a partire dalla lingua”.

“Faust aveva capito che il segreto della vita era il lavoro che cambia il mondo – conclude Postiglione –. Ritengo che la conoscenza, l’organizzazione e la partecipazione siano intelligenza sociale: l’augurio è che la società dia opportunità di lavoro come quelle che hanno avuto i nuovi 58 maestri del lavoro”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 10

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