Tutti i casi particolari

PALERMO – Per evitare errori nel seggio, la sezione del sito della Regione Siciliana dedicata alle elezioni prende in considerazione tutte le possibili combinazioni per esprimere la propria preferenza quando ci si trova davanti la scheda, spesso difficile da decifrare o fonte di incertezza. Se poi si cade in errore, si rischia di vedersi annullata la preferenza.

Il quadro, in realtà, non è molto complicato. La decisione di dividere i Comuni a seconda della popolazione in tre categorie (Comuni fino a 10.000 abitanti, fra 10.000 e 15.000, dai 15.000 in su, che si riducono a due considerando che le regole sono uguali per chi ha più di 10.000 abitanti) non comporta grosse differenze. L’unica riguarda le liste: un candidato di un centro con più di 10.000 cittadini può contare su più simboli a suo sostegno.

La scheda è uguale per tutti nello schema base: è riportato il nome del candidato a sindaco, con a fianco la lista delle liste che lo sostengono e i relativi simboli; accanto a ogni lista c’è lo spazio per scrivere la propria preferenza per il consigliere.

La preferenza per il sindaco è espressa con una croce sul nome. Non è obbligatorio votare per il primo cittadino: si può segnalare anche solo una lista o solo un consigliere, ma queste scelte non verranno conteggiate nel computo dei voti per il sindaco. Si può, d’altro canto, segnalare solo il nome del primo cittadino e questo voto non sarà nel computo di quelli ottenuti dalla lista (o delle liste) a lui collegata. Si può esprimere il voto disgiunto, quindi scegliere un candidato e poi dare la preferenza a una lista e a un consigliere di un altro aspirante primo cittadino.

Si può, infine, esprimere anche solo la preferenza per un consigliere, dando quindi un voto alla lista ma non al candidato sindaco.

Bisogna comunque prestare attenzione quando si hanno davanti più liste. Se per errore si segnano il sindaco e la sua lista (con o senza la preferenza per un consigliere) e poi si vota anche per un altro sindaco, il voto per la lista rimane valido, quello per il sindaco è annullato. Viceversa, se si segnalano due liste e un consigliere, il voto per la lista è nullo e per il consigliere rimane valido se è inserito a fianco della lista giusta.

Nello spazio riservato al nome del consigliere, va inserito il cognome del candidato: qualsiasi altro segno o numero rende nullo il voto di preferenza (se comunque si segna con una “x” la lista, la scelta per la sola lista è valida).

dal QdS, p. 3

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