Rainbow U19, non sarà un’All-Star, ma…

Durante la gara-2 della finale del campionato (mai disputato) di Under-19 femminile tra Rainbow Catania e Verga Palermo, ho ascoltato un commento caustico: «Se l’avessimo saputo prima, non ci saremmo iscritti». La società palermitana è – a ragione – arrabbiata perché ha fatto da sparring partner per una sorta di selezione delle migliori Under-19 di Sicilia Orientale e Calabria. A sorpresa, perché d’estate si era detto che solo Ilaria Milazzo sarebbe arrivata in doppio tesseramento dall’A1 a rinforzare la formazione giovanile etnea. [Continua su Tiri liberi@Ctzen]

Che di etneo, ormai, ha ben poco. In gara-2 in campo è andata la sola catanese Giuliana La Manna, di scuola Lazùr, mentre della formazione faranno parte Alessia Granata e Michela Licciardello, anche loro lazurine doc. E la Rainbow? Il settore giovanile che ha espresso il trio Manganaro-Ferlito-Felice (ad alto livello per varie stagioni, oggi smembrato) ha perso l’estate scorsa due delle sue promesse (Catrini, finita a Cervia, e Varesio, un anno negli Usa) e ora si ritrova a dover chiedere aiuto qua e là.

Il progressivo restringimento della base femminile, che coinvolge anche le altre squadre, ha portato alla costruzione di questa All-Star (come l’ha definita Carlo Passarello) che tenterà di fare bella figura alle finali interregionali di metà aprile. La domanda principale, a mio avviso, è qual è il senso di tutto questo. L’ho chiesto all’allenatore, Salvo Coppa, che rifiuta il nomignolo di formazione All-Star: «Spero che abbia continuità, perché così non avrebbe senso, l’obiettivo è fare progetti a lungo termine». Le sue parole sono perfettamente condivisibili, ma le ragazze nate nel ’93 l’anno prossimo non saranno più del gruppo. Si tenterà quindi ogni anno di ripresentare una selezione (ma chi sarà l’avversaria per la finale regionale?) o si avvierà un progetto giovanile comune?

Mi ritorna in mente l’idea di Sashka Aleksandrova di una lega tra le società giovanili che operano nel femminile: è un’ipotesi ormai totalmente irrealizzabile, considerando che per poter fare una formazione U19 decente cinque società devono mettere insieme le proprie forze. Ma si potrebbe anche pensare a una sorta di Azzurrina organizzata autonomamente tra società (e non dalla Fip), con la condivisione di strutture e allenatori, a disposizione per gli allenamenti collegiali. E poi si vedrà, in attesa di tempi migliori.

da Tiri liberi, blog di Ctzen

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