Camera di Commercio conferma: la crisi è generale nell’economia

PALERMO – L’atmosfera è pesante da mesi e si è condensata nelle ultime settimane con la chiusura di alcuni negozi storici, di cui abbiamo ampiamente parlato il 25 febbraio e il 1° marzo sul QdS. Ora anche la Camera di Commercio del capoluogo regionale conferma le sensazioni con i dati dell’Osservatorio economico, stilati in collaborazione con l’istituto Tagliacarne: 1.400 unità in meno, quasi tutte ditte individuali, sono state registrate nei primi mesi del 2011 nell’intero territorio provinciale.

Si tratta di un calo del 4,2 per cento che è causato prevalentemente dal “fatale l’ingessamento dei pagamenti, dalla contrazione dei consumi e dalla rigidità del credito”, si legge. “Accanto al modello di sviluppo – prosegue il rapporto – eccessivamente dipendente dai consumi interni e poco diversificato sui mercati esteri, la struttura economica provinciale risente negativamente di un modello di specializzazione produttiva scarsamente orientato al mercato, dominato da un terziario spesso ruotante attorno al settore pubblico, ipertrofico e poco competitivo”.

In altre parole, non sono solo le Pmi a soffrire, ma l’intero tessuto economico della Provincia, spesso legato eccessivamente ai servizi commerciali, alle attività di servizio alla persona e ai servizi no-market vicini alla pubblica amministrazione. La frammentazione del commercio al dettaglio, inoltre, è considerata non rispondente a criteri di competitività, il che ovviamente danneggia l’intero settore. Le percentuali sono chiare: -9,6% di fatturato nell’agricoltura e -8,7% nei servizi; in più, le vendite nel commercio registrano un 10% in meno e le imprese dei mezzi di trasporto perdono il 17,7%. Se poi si considera che dal 2010 al 2011 è dimezzata la percentuale delle imprese che investono, è ancor più chiara la poca circolazione del denaro e quindi l’acutizzarsi della crisi.

“Nell’ultimo anno – ha dichiarato Roberto Helg, presidente della Camera di commercio di Palermo – l’economia palermitana ha continuato a risentire del clima di incertezza diffusa e gli in- dicatori economici mostrano un ulte- riore arretramento rispetto al 2010, con perdite che vanno a cumularsi a quelle già subite nel biennio precedente, al- lontanando nel tempo una prospettiva concreta di ripresa economica”.

Tra disoccupati, prospettive nere e proposte

PALERMO – I dati preoccupanti non riguardano solo i vari settori dell’economia. Sono impressionanti anche quelli sulla disoccupazione: nel rapporto si legge che il 31% dei giovani non ha lavoro, ma anche che i punti percentuali salgono a 44,7 per i disoccupati tra i 15 e i 24 anni e a 38 per i giovani che non studiano e non lavorano. Si è registrato perfino un consistente incremento della quota di popolazione inattiva e la “cronicizzazione – si legge – di problemi strutturali, dalla presenza di disoccupati di lunga durata e da sensibili difficoltà di accesso da parte delle donne”.

E le prospettive? “È un quadro generale – conclude Helg – non certo incoraggiante, che non lascia alle imprese molti margini di ottimismo per il prossimo futuro”. Però ci sono già delle proposte, che coinvolgono la pubblica amministrazione, con la spesa pubblica che dovrebbe essere convogliata per correggere i “fattori di squilibrio strutturale”.

dal Quotidiano di Sicilia, p. 10

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