Che il calcio salvi il basket (e i suoi fratelli)

 Recentemente, sono finito in tv per parlare di calcio. Si parla di storia ma anche di attualità con un pezzo di storia del giornalismo siciliano, Nino Milazzo, ma a un certo punto una sua domanda avrebbe potuto creare uno spin off nella conversazione. Si parla del nuovo stadio del Catania Calcio (minuto 18:25), ovviamente rispondo parlando di calcio ma introduco la storia del nuovo stadio del Lille, di cui ho sentito parlare a lungo.

“Generatore d’emozioni“, lo definisce il sito ufficiale. Cinquantamila posti, tetto che può chiudersi all’occorrenza, ogni genere di confort per essere pronti all’Euro2016, ma anche un’arena per gli sport indoor da trentamila-posti-trentamila e la possibilità di utilizzare l’impianto per concerti e attività che coinvolgano tutta la città, non solo il LOSC (la squadra di calcio locale). «È uno spreco di soldi!» mi diceva Patrice, altri erano più tiepidi nei commenti ma comunque non sembravano entusiasti.

Come dicevamo con Milazzo su TeleJonica, lo stadio Angelo Massimino di Catania è vecchio, ma a mio avviso non obsoleto. È stato sistemato varie volte, è in linea con gli attuali standard. Certo, da ex abbonato alla Curva Nord dico che per seguire le partite da lì bisogna essere davvero tifosi nel cuore, la pista d’atletica non aiuta affatto, ma non credo sia necessario uno stadio avveniristico nuovo. A meno che non si faccia come a Lille.

Qui nasce lo spin off. Immagino un impianto polisportivo che dia spazio al basket e ai suoi fratelli pallavolo, pallamano, hockey, rugby… Che sia più funzionale del complesso Cibali-PalaSpedini-Cibalino, che permetta anche di passare un’intera domenica a una famiglia (ricordiamoci che dovrebbe sorgere nella periferia sud della città, lontano dal centro e dall’hinterland) e non solo al tifoso rossazzurro. Sogniamo: a quel punto, con l’Acireale Basket che fa attività cestistica maschile di vertice ad alto livello, in città potrebbe rimanere il complesso delle giovanili d’eccellenza e una forte femminile, con mezzi all’avanguardia e in un ambiente sportivo colorato da altre discipline con cui relazionarsi e crescere insieme.

Se non servisse alla comunità non solo calcistica e quindi non aiutasse gli altri sport, a mio avviso un nuovo stadio esclusivamente per il calcio, lontano dal centro e molto più grande dell’attuale sarebbe una cattedrale nel deserto. Se proprio si deve costruirlo, che almeno dia benefici a tutti!

da Tiri liberi @ Ctzen

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