Il Calcio Catania 1946 torna in serie B

21 giugno 1987: un rigore di Traini alla fine della partita Cesena-Catania condanna i rossazzurri alla serie C1.

9 giugno 2002: grazie al gol di Fini nella gara d’andata, il Catania viene promosso in serie B ai danni del Taranto.

Tra Cesena-Catania 2-1 e Taranto-Catania 0-0 sono passati poco meno di 15 anni. 15 anni d’inferno, che hanno visto la radiazione del Catania, la morte di Angelo Massimino (il presidente che puntò tutto sul Catania senza avere molto successo) e l’arrivo dei Gaucci. Ne abbiamo subite tante.———– Mentre squadrette come il Cittadella o il Licata o la Fidelis Andria facevano festa in serie B noi dovevamo andare a giocare ad Agropoli, a Nardò, a Castrovillari per sperare di salire in C2 o in C1.———— Oggi finalmente si può dire che i sacrifici fatti da tantissima gente per vedere il Catania nel calcio che conta sono serviti a qualcosa.

Questa stagione comunque è stata fin troppo spesso segnata da brutte figure colossali o errori tecnici perfettamente evitabili. La dirigenza, alla quale va il solo merito di aver aperto il portafoglio quando serviva, ha cercato di evitare l’errore madornale dell’anno scorso di ingaggiare a casaccio giocatori ritenuti bravi o meno bravi. Ha ingaggiato un allenatore emergente dal nome più che esotico, Aldo Ammazzalorso, e dei giocatori che quest’anno hanno fatto vedere delle discrete giocate. Il colpo del mercato doveva essere Ambrosi, ma è arrivato Eddy Baggio. Onore al fratellino del più grande campione italiano degli ultimi vent’anni, che dopo un’andata disastrosa (a molti è passato per la mente che non avesse neanche mai giocato a calcio dagli errori banali che commetteva) si è risollevato riuscendo a segnare 18 gol. Gli ingaggi realmente decisivi con Baggio sono stati la mezzapunta destra Fini e il difensore centrale De Martis, entrambi protagonisti. Gli altri acquisti si sono rivelati ben poca cosa rispetto alle previsioni e rispetto all’esplosione della vecchia guardia: Iezzo, Cicconi, Baronchelli, Zeoli e Pane, ad esempio, si sono resi indispensabili.

Noi poveri tifosi comunque ne abbiamo viste di tutti i colori quest’anno al Cibali: l’avvio è stato sparato. Si parlava subito di promozione diretta, ma l’allenatore ha fatto vari errori stupidi che hanno complicato molto la situazione. Puntare su Sansonetti portiere titolare tenendo in panchina Iezzo, che è stato decisivo in tutto il campionato, insistere su Cordone esterno destro, quando si sa che gioca a sinistra, e affidarsi a giocatori non del tutto adatti (Cagnale e Corradi su tutti) sono stati gli errori più gravi del tecnico italo-argentino. Di belle partite non se ne sono viste: 2-0 al Lanciano, alla Vis Pesaro e alla Nocerina e un rocambolesco 2-1 in casa del Pescara hanno solo in parte coperto le brutte figure contro la Lodigiani (2-3 in casa), contro la Viterbese (0-0 in casa) e contro l’Ascoli (0-1 sempre al Cibali). La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’1-2 a Castel di Sangro. Il presidente Riccardo Gaucci si è rimboccato le maniche, ha fatto fuori Ammazzalorso e ha preso Pietro Vierchowod, alla sua prima esperienza. Un avvio stentato viene rimpiazzato da fantastiche prestazioni: 3-1 all’esordio contro l’Avellino, 3-0 contro Sora e Taranto, 4-1 a Nocera Inferiore. Gli innesti di Breda, Bonomi e Amoruso poi completano l’opera di rinforzamento.

La malasorte è sempre dietro l’angolo. Mentre tutti noi tifosi incominciavamo a prendere lo spumante per una provabilissima vittoria ad Ascoli, che ci precedeva di 2 punti al primo posto, la squadra cala e perde. Perde anche la domenica dopo al Cibali contro il Chieti. E pareggia anche a l’Aquila. Risultato? Terzo posto e rischio di perdere anche quello in favore del Pescara. Il Taranto umiliato poco tempo prima ci precedeva ed era irraggiungibile. Così il presidente ha deciso di cambiare di nuovo. Fuori Vierchowod, dentro Francesco Graziani e Maurizio Pellegrino, rispettivamente direttore dell’area tecnica e coordinatore delle giovanili etnei. Una vittoria e una bruttissima sconfitta in campionato, due vittorie, un pareggio e una sconfitta nei play-off. In finale il Taranto deve inchinarsi al Catania che, malgrado la prova scialba a Taranto, protegge la vittoria dell’andata al Cibali (gol di Fini). E fu così che in piazza Europa si scatenò la festa, che all’1 di notte il Catania tornasse al Cibali per festeggiare insieme ai fedelissimi questa promozione tanto agognata e tanto sofferta.

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Ma le feste finiscono presto. Il presidente ha avviato una serie di trattative per portare Iezzo, Fini e Baggio al Perugia. I tre protagonisti di questa stagione andranno a fare l’Intertoto: se piaceranno al tecnico perugino Cosmi rimarranno in serie A in cambio di qualche sconosciuto. Se non piaceranno torneranno a Catania. Questa storia mi ricorda tanto quella di Liverani, Baiocco e Di Loreto che due anni or sono dovevano venire a Catania, ma il presidente decise di metterli alla prova nel Perugia per poi girarli a stagione iniziata alla squadra etnea. Tutti sappiamo quello che hanno fatto questi tre giocatori.

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Malgrado tutto, Forza Catania, non fermarti mai, galoppa per restare sempre in B!

da Globus Meridies Magazine 18, p. 2

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