Ultimi ma non per molto!

Nel novembre del 1998 la Meridies inaugurò ufficialmente la sua squadra di basket, che comprendeva 7 giocatori. I pionieri erano l’allenatore Carmelo Marcelli e gli atleti Antonio, Roberto, Romano, Andrea S., Ivano, Christian e Ferdinando. Tra novembre 98 e maggio 99 Carmelo insegnò loro i “fondamentali”, cioè le regole basilari per poter giocare a pallacanestro, e si formò un buon gruppo. Malgrado i tanti problemi (mancanza di un campo regolamentare per poter giocare e di … un canestro nella palestra di allenamento della Scuola ex Guglielmino), all’inizio dell’estate si parlò anche di un torneo per l’anno successivo, ma non si fece niente.
Tra il 1999 e il 2000 il gruppo perse Ivano, Christian e Ferdinando, ma vennero a sostituirli Gabriele, Luca, Gaetano e per un breve periodo Andrea G.. Fu trovato un luogo adeguato per le partite casalinghe: il campetto all’aperto dietro il Palaspedini al Cibali. Durante l’anno si perfezionò la tecnica, si fecero molte partitelle e si disputò anche un torneo di 2 contro 2 nel corso delle vacanze di Natale.
A ottobre del 2000 l’allenatore è costretto a andarsene per i troppi impegni di lavoro e viene sostituito da Guendalina Cardone. Il gruppo si rafforza a stagione iniziata con un terzo Andrea, Orazio, Alessandro, Manuele e Giuseppe, ma perde Gabriele, Gaetano, Andrea S. (importante tassello) e per le prime 4 partite Romano. Il campionato inizia con una speranza: non arrivare ultimi! L’andata appena conclusasi è stata ben poco generosa con la squadra, avendo essa raccolto quattro sconfitte su quattro partite, con 88 punti fatti e 223 subiti. La squadra però sta crescendo e spera di poter vincere almeno due partite nel girone di ritorno. Tutti gli atleti sono felici perché si stanno confrontando con altre squadre che hanno più esperienza di loro e da esse stanno apprendendo il vero spirito di squadra che ancora non avevano acquisito, giocando molto spesso in maniera individuale, quindi la bassa posizione in rispetto agli avversari non influisce assolutamente sul morale o sulle prestazioni in campo, anzi dà la spinta a fare meglio per guadagnarsi una migliore zona nella cortissima classifica. […]

da Globus Meridies Magazine n. 7, p. 3

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